IL KUNG FU

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IL KUNG FU

Una delle traduzioni universalmente accettate della parola Kung Fu è “esercizio eseguito con abilità”, o anche “divenire abile con l’esercizio”.
Parlando di Kung Fu si intende quindi, in senso esteso, la capacità di eseguire un compito o un lavoro grazie all’abilità acquisita nel tempo con un notevole addestramento. Non è ben chiaro il processo storico attraverso il quale si è giunti a usare questo termine per definire le arti marziali cinesi, ma probabilmente l’origine va cercata nel sud della Cina, forse perchè in un’epoca in cui non esistevano le armi da fuoco, anche salvarsi la vita e difendersi era sicuramente “un’abilità”.
Aggiungiamo anche che un’influenza determinante è stata data dai produttori cinematografici di Hong Kong, col loro catalogare i film di arti marziali come “Cinema Kung Fu”.

Il Kung Fu è primariamente un modo di combattere di origine cinese; per millenni, e nelle più svariate condizioni storiche e sociali, i cinesi l’hanno utilizzato per lottare, conquistare e difendersi, non di rado anche a scapito della vita.

Un’arte marziale che sia veramente tale deve fornire i mezzi per vincere in uno scontro, di qualunque tipo esso sia.

E per millenni gli stessi cinesi hanno cercato il modo più efficace di pervenire a questo risultato. L’abilità degli antichi praticanti è divenuta giustamente leggendaria, a nella maggior parte dei casi il livello attuale è ben lontano da essa. Ciò non toglie che ancora oggi i vari stili tradizionali di Kung Fu rappresentino un metodo di combattimento di notevole efficacia, che tuttavia, si rivela allo studente solo dopo un periodo piuttosto lungo, variabile a seconda delle attitudini individuali, e la pratica assidua.
Le tecniche di combattimento, infatti, devono essere praticate ripetutamente per innumerevoli volte, finché non entrino a far parte delle reazioni inconsce e istintive dell’allievo; solo allora non ci sarà più spazio tra l’attacco dell’avversario e la propria, precisa, reazione, perché non ci sarà bisogno di ricorrere ai lenti processi della mente razionale per pensare al da farsi. Il praticante dovrà “diventare” il Kung Fu. Ecco perché si dedica molto tempo all’allenamento insistente e continuo, delle forme e delle tecniche di base, create secondo il principio della massima efficacia con minor dispendio energetico possibile. Al principiante occidentale può sembrare di perdere del tempo in posizioni assurde, soprattutto se confrontate con sport da combattimento più recenti. In realtà sono solo chiavi di accesso a una realtà più profonda.

Dice un saggio: Per costruire un castello ci vuole molto tempo e tanto lavoro, ma sarà poi assai difficile da abbattere.

Per costruire una casa ci vuole meno tempo, ma essa crollerà molto più facilmente.

Tempo ed Impegno: ecco i segreti per diventare un esperto nella nobile arte marziale.

Il KungFu, se praticato con i giusti principi e sotto la guida di un buon insegnante, rappresenta anche un un’efficace metodo per la cura della propria salute che unisce i vantaggi di una pratica meditativa ed interiore con i vantaggi di una disciplina fisica, in accordo con i principi dell’antica medicina cinese e della medicina moderna.

L’idea della pratica marziale è quella di formare un individuo “migliore”, non nel senso del superuomo come inteso in una parte della nostra letteratura, ma come formazione di un individuo completo, in armonia con se stesso e con l’ambiente, in grado di vivere al massimo delle potenzialità umane.

Così l’arte marziale, in Cina, è considerata anche un prezioso strumento di educazione, di crescita personale e miglioramento delle capacità fisiche: condizionamento cardiorespiratorio, riequilibrio ormonale, vantaggi per l’apparato muscolo-scheletrico, miglioramento della coordinazione, azione anti-stress.

 

Le sei armonie (Tratto da YI QUAN di Wang Xiang Zhai)

Le Sei Armonie possono essere suddivise in interne ed esterne: l’armonia del cuore e della mente, l’armonia della mente e del qi, e l’armonia del qi e della forza sono le tre armonie interne; l’armonia delle mani e dei piedi, l’armonia dei gomiti e delle ginocchia, e l’armonia delle spalle e delle anche sono le armonie esterne.

Anche l’armonia dei muscoli l’armonia dei denti e della carne, e l’armonia dei polmoni e dei reni sono le tre armonie interne, mentre l’armonia della testa e delle mani, l’armonia delle mani e del busto, e l’armonia del busto e dei piedi sono le tre armonie esterne”.
Riassumendo: spirito in armonia, forza in armonia, i movimenti del corpo in armonia…è la cosiddetta armonia. Se nessun movimento o posizione si oppone a queste armonie è la cosiddetta armonia. Ma purtroppo le Sei Armonie danneggiano le persone. Studenti, state attenti! State molto attenti!

La propriocezione

La propriocezione (nota anche come cinestesia) è la capacità di percepire e riconoscere la posizione del proprio corpo nello spazio e lo stato di contrazione dei propri muscoli, senza il supporto della vista.

E’ considerata un sesto senso in quanto è regolata da una parte specifica del cervello.

La propriocezione assume un’importanza fondamentale nel complesso meccanismo di controllo del movimento tramite i neuroni di feedback sensoriale, per cui viene utilizzata efficacemente anche in fisioterapia di recupero ed in allenamenti sportivi e naturalmente nelle arti marziali, proprio attraverso lo sviluppo di questo cosiddetto “sesto senso” è possibile prendere possesso del proprio movimento nello spazio e rendere efficace l’arte marziale.

La propriocezione è presente già nel feto di sette mesi, che comincia a distinguere gli stimoli esterni da quelli interni, il lavoro su se stessi che viene fatto durante le sessioni di allenamento porta alla riscoperta e all’affinamento di questa qualità che spesso tralasciamo nella vita di tutti i giorni.

KUNG FU LAINATE PROPRIOCEZIONE