admin/ Agosto 19, 2019/ arti marziali, kungfu, scuola kung fu, Uncategorized/ 0 comments

wushu - Teoria non solo tecnica

Oggi ho deciso di scrivervi qualche nozione di teoria. Quando si parla con un marzialista, sia che pratichi arti marziali cinesi che di altra derivazione, spesso succede che lo scambio di idee svicoli dalla filosofia di fondo del praticare arti marziali (benessere, lucidità mentale, capacità reattive, pensiero filosofico razionale improntato su modelli descritti dai classici cinesi…) per arrivare ad un semplicistico scambio di tecniche o, nel peggiore dei casi paragonabile ai discorsi tra pescatori quando descrivono il pesce più grosso.

Queste riflessioni sono tratte dal libro IL KUNG FU di Yves Kieffer e Luigi Zanini che mi sento di consigliarvi per una lettura a 360 gradi riguardante le arti marziali cinesi, non è un libro specifico di una determinata scuola ma un insieme di nozioni, analisi e riflessioni estremamente costruttivo.

Il significato di Kung Fu, Wushu e Wudao

 
Il termine è formato da kung che indica un’abilità raggiunta in un campo particolare, un’ azione meritoria, e fu, che rappresenta un uomo adulto, un lavoratore, un servo. Kung fu significa, dunque, «abilità raggiunta da un uomo adulto».
 
Si dice di chiunque abbia raggiunto una certa abilità in un determinato campo, che possiede il Kung fu di questo campo: un grande musicista ha il Kung fu della musica, un cuoco può possedere il Kung fu della cucina, un bravo praticante ha il suo Kung fu…
In questo caso ci si aggiunge il nome della specialità. Per esempio,
si può avere lo Shaolin Kung fu o «grande abilità nello stile shaolin» oppure il Taijiquan Kung fu per chi è esperto di questo stile.
 
Kung fu è il termine generico adottato dagli Americani, poiché sono stati i primi a interessarsi a esso su larga scala. II termine é poi diventato di uso comune, al punto che è stato anche adottato dai Cinesi per motivi di comodità.
 
Bisogna aggiungere che, se Kung fu è la trascrizione usata dal sistema Wade-Giles, questa tende a essere soppiantata dalla trascrizione nel sistema Pinyin voluto dalla Cina popolare, nel quale si scrive Gongfu.
 
Il termine Wushu si scrive allo stesso modo nei due sistemi. è un termine generico più appropriato ed è composto da wu (bu in giapponese), generalmente tradotto con il termine «guerra», mentre etimologicamente il suo significato più preciso è «fermare, tenere saldamente un’alabarda», con due sensi possibili: «tenere un’alabarda per fermarla» e «tenere saldamente un’alabarda mentre la si usa», e da shu (jutsu in giapponese), che può significare «ciò che è utile, abilità tecnica, arte, scienza, sapere, arte segreta».
 
Wushu (o Bujutsu) si può dunque definire l’«arte di fermare la guerra» o l’«arte di fare la guerra», oppure come suggerirebbe Sunzi, Vincere una guerra senza spargere sangue.
 
Unendo i due termini precedenti, Kung fu e Wushu, otteniamo una definizione più completa e corretta, benché semplificata:
 
«abilità raggiunta da un uomo adulto nell’arte di fare o di fermare la guerra».
 
Un altro termine generico usato soprattutto a Taiwan è Guoshu.
 
Questo termine fu coniato nel 1928 dal governo nazionalista, che aveva lanciato un programma di educazione fisica popolare incentrato sul recupero e la diffiusione degli aspetti migliori del Kung fu.
 
Shu ha lo stesso senso di «arte» descritto sopra, mentre guo significa «nazionale», il che ci dà il significato generico di «arte nazionale».
 
Contrariamente ai Giapponesi del secolo scorso, i Cinesi non usano il termine Wudao (Budo in giapponese, a noi più familiare).
Dao si può tradurre con «Via», «Principio», e lo ritroviamo nel Daodejing, titolo del testo base della filosofia taoista. All’inizio di questo trattato, del IV secolo a.C. circa, è scritto: «Il Dao che può essere espresso non è il vero Dao». Wudao si potrebbe dunque tradurre
con «la Via ultima per riuscire a fermare la guerra». È un concetto filosofico talmente astratto, utopico, che non può avere un’ appilcazione reale nel mondo materiale. ma che può trasformarsi (yi) in forme più realizzabili, come il Wushu. Per questo, i Cinesi praticano il Wushu e lasciano il Wudao ai filosofi.
 
 
Spero di avervi presentato un concetto estremamente complesso come questo approccio alla filosofia che si esplica nelle parole con cui definiamo la nostra arte marziale in modo tale che sia piu chiaro il senso in cui andrebbero interpretate.
 

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